Un dono per tutta la vita

L’esperienza dell’allattamento è l’esperienza centrale della vita del bambino, è l’evento centrale dell’esistenza infantile, il mattone fondamentale su cui, se tutto va bene, il bambino costruirà la sua fiducia in se stesso, nelle persone significative della sua vita e per estensione nel mondo.

Dalai Lama

Se ti fosse data la possibilità di salire su una macchina del tempo e tornare indietro, cambieresti qualcosa? Chi non se l’è mai domandato alzi la mano. Con il senno di poi è sempre tutto più facile, ogni scelta sembra ovvia, ogni difficoltà viene ridimensionata. Ma quando vivi le situazioni non è sempre tutto così chiaro. Dato che quello che ho vissuto in passato mi ha resa la Ale di oggi non tornerei indietro per nessun motivo, ma mi vorrei proprio far trovare sul comodino il libro “Un dono per tutta la vita. Guida all’allattamento materno” di Carlos Gonzalez. Un libro di quelli che ogni mamma-in-attesa dovrebbe leggere. Perché? Perché sicuramente per molte mamme allattare sarà stato un gesto del tutto naturale e istintivo, ma non lo è stato per me. Io che lo volevo così tanto. Durante la gravidanza sapevo con certezza di voler allattare e avevo le più rosee aspettative sul fatto che sarebbe andato tutto bene, bastava volerlo. E invece no, me lo sono dovuta proprio guadagnare. Questo mese io e il mio bimbo festeggiamo orgogliosamente 13 mesi di allattamento, per molte non saranno tanti, per altre saranno un traguardo ancora lontano, ma ogni percorso ha la sua unicità e non sono ammessi paragoni.

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Questo libro mi è stato consigliato durante il corso pre-parto che ho seguito on-line. Amo i testi che conciliano la correttezza scientifica con un linguaggio semplice e divulgativo che ne permette la comprensione anche a persone non laureate in medicina e Carlos Gonzalez ha proprio questo dono, un linguaggio chiaro e nel contempo rassicurante e amorevole. Per chi non lo conoscesse ancora, è un pediatra spagnolo, appassionato sostenitore dell’allattamento. E’ una vera autorità in questo campo e ha scritto anche altri testi famosi su come crescere i propri bimbi con amore “Besame Mucho” e sullo svezzamento o alimentazione complementare, termine più corretto “Il mio bimbo non mi mangia”.

In questo libro Gonzalez illustra con dettaglio i meccanismi che regolano la produzione del latte, smontando i luoghi comuni che molto probabilmente abbiamo già incontrato parlando con amiche e parenti, presenta le strategie utili per la risoluzione delle problematiche che si possono più comunemente presentare, come riconoscere e risolvere un ingorgo o una mastite, spiega come conciliare l’allattamento con lo svezzamento (o meglio, alimentazione complementare) e con il rientro al lavoro. Quello che ritengo più importante, in contrapposizione alle aspettative che avevo “da ignorante in materia”, è come Gonzalez sottolinea più volte l’importanza dell’allattamento a richiesta, concetto che da solo risolve gran parte dei dubbi di una mamma! Utile da ricordare in particolar modo per non farsi trovare impreparate al primo scatto di crescita (intorno alle 4 settimane, anche di questo parlerò qui nel blog!). Me la ricordo bene la sensazione di panico totale e di sconforto che mi ha invasa quando la nostra piccola creatura piangeva piangeva e sembrava inconsolabile. Avessi letto prima il libro, l’avrei sicuramente affrontato con maggiore sicurezza. È proprio quello il classico momento in cui una mamma inizia a dirsi (e a sentirsi dire, purtroppo) “non hai più latte” e si rischia di ricorrere all’aggiunta con troppa facilità. Infatti il seno è capace di produrre in ogni momento una quantità di latte perfettamente calibrata in base alla richiesta del bambino, il cui strumento è la suzione: più il bambino si attacca, più latte viene prodotto. Ovviamente serve un pochino di tempo al seno per trovare il nuovo equilibrio ed è proprio in queste ore che il bambino va attaccato più frequentemente e con la piena fiducia che il nostro corpo sa esattamente cosa fare. Gonzalez sostiene la naturale tendenza di ogni mamma a seguire il proprio istinto, senza farsi condizionare dalle regole che la società moderna ha imposto alle generazioni passate e sta imponendo ora alla nostra, e non impone nemmeno il suo punto di vista, anzi delicatamente lascia alla mamma, come è giusto che sia, la decisione su che strada seguire. Per me, l’allattamento non è solo nutrimento, ma è anche coccola, rassicurazione, accoglimento, senso di protezione, un momento in cui due cuori e due respiri si coordinano all’unisono. Ad una mamma che ascolta il proprio istinto viene naturale attaccare il bimbo al seno quando piange anche solo per consolazione, ma purtroppo la società moderna impone un distacco innaturale tra mamma e bambino, in particolar modo in pubblico, rendendo tabù un gesto d’amore.

A mio parere questo libro è utile per cercare di recuperare un po’ l’antica arte dell’allattamento, che dovrebbe essere una pratica così naturale da non richiedere libri, esperti e associazioni, ma da cui ci siamo così allontanati negli ultimi anni da rischiare l’estinzione! Io stessa nella valigia dell’ospedale ho messo due ciucci e un biberon, un po’ perché “non si sa mai”, ma anche perché non mi rendevo conto del danno che possono creare nei primissimi giorni di vita, non ero minimamente informata. Come siamo arrivate a ritenere ciucci e biberon qualcosa di cui non si può assolutamente fare a meno? E quando non c’erano come facevano le nostre nonne? Pensandoci bene in gravidanza sfogliavo numerose riviste su mamme e bimbi per prepararmi al meglio ma oltre agli articoli inconsciamente ne assorbivo le pubblicità, indirizzandomi sull’ultima tettarella con sistema anticolica e su quella che meglio riproduce il seno materno. E mai mai mai mi sono detta: ah beh, ma non li dovrò acquistare perché allattando al seno il bimbo avrà già tutto ciò di cui ha bisogno, anzi, mi sono preparata pure una shopping list! D’altronde ero arrivata al parto, a 34 anni, senza mai aver tenuto in braccio un bimbo, né aver mai visto una donna allattare (anzi, una sì, mia santola, una volta sola, e avevo 5 anni). Sia io che mio marito siamo stati cresciuti a latte artificiale, come tanti nella mia generazione. Purtroppo al nido dell’ospedale in cui ho partorito non ho trovato quel sostegno di cui avrei avuto bisogno e sono tornata a casa disorientata e scoraggiata tra paracapezzoli, tiralatte e biberon. Per fortuna la determinazione non mi è mancata e ho insistito con tutte le ostetriche che ho trovato nei vari controlli del peso nei giorni successivi al rientro a casa finché ho davvero trovato quella giusta, che ricordo bene ha detto: “non ci sono motivi per cui questo bimbo non debba potersi attaccare” e non mi ha lasciata uscire finché non abbiamo avuto successo. Quante lacrime di gioia!

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Eccola qui, la nostra prima poppata! Che emozione!

Adesso sorrido ripensando alla Ale pre-parto, quante cose mi ha insegnato il mio bimbo. Recentemente ascoltavo un podcast e l’intervistata, donna imprenditrice di successo internazionale e mamma ha definito con dolcezza sua figlia “my little 5 years old guru”. È un’espressione che mi ha fatto molta tenerezza e che ho deciso di adottare anche io perché se ci penso, calando la definizione su mio figlio, posso davvero dire che calza a pennello. Ogni mamma ha il suo piccolo guru, pronto a insegnarle ad essere la madre di cui ha bisogno!

“Nel seno, oltre al cibo, il bimbo cerca e trova affetto, consolazione, calore, sicurezza e attenzione. Non è solo una questione di alimento. Il bimbo reclama il seno perché vuole il calore di sua madre, la persona che conosce di più. Per questo motivo la cosa importante non è contare le ore e i minuti o calcolare i millilitri di latte, ma il vincolo che si stabilisce tra i due che è una sorta di “continuazione” del cordone ombelicale”
Carlos Gonzalez – Un dono per tutta la vita.

Ma torniamo a noi, strumenti che avrebbero dovuto aiutare le mamme si sono invece dimostrati nella maggior parte dei casi un grande interferente nell’allattamento al seno a lungo termine. E infatti non è stato così raro sentirmi dire, in questi 13 mesi, “hai latte, che fortuna”, “io/mia figlia/mia nipote/la mia amica non ha potuto allattare perché non aveva latte”, “hai ancora latte, come sei fortunata, io l’ho perso subito, dopo neanche un mese”. Molte donne che conosco hanno avuto esperienze di allattamento molto brevi, di uno o due mesi, per presunta perdita di latte o per ingorghi e mastiti non affrontati nel modo corretto. Richiamando alla memoria le esperienze che negli anni mi sono state raccontate, poche donne tra quelle che conosco hanno allattato oltre l’anno, una o due hanno proseguito oltre i 15 mesi. Ma nel passato non era così! Chiacchierando piacevolmente con una prozia è infatti emerso che non era strano vedere bimbi già grandicelli prendere uno sgabellino per avvicinarsi alla mamma e poppare comodamente! La percentuale di mamme che non riescono ad avere una produzione di latte sufficiente per il fabbisogno del bambino esistono, è vero, ma si tratta dello 0,5-0,2%, una percentuale davvero ridotta. Per tutte quindi, se lo si desidera ovviamente, c’è la possibilità di allattare, ma è fondamentale essere informate correttamente e trovare supporto in una rete di specialisti, ambulatori mamma-bambino, ostetriche, consulenti che forniscano le informazioni corrette alla mamma per la buona riuscita dell’allattamento.

Hai bisogno di supporto per l’allattamento al seno? Ecco una serie di figure a cui puoi rivolgerti:

  • Consulenti Professionali in Allattamento Materno (IBCLC): professionisti sanitari specializzati nella gestione clinica dell’allattamento al seno.
  • La Leche League: associazione a livello mondiale nata più di 50 anni fa che aiuta le donne tramite consulenti volontarie che sono mamme con esperienza di allattamento.
  • Mamme Peer: mamme che aiutano altre mamme nei gruppi di auto-aiuto. Ad esempio, il gruppo che ha aiutato me quando ne ho avuto bisogno si trova su Facebook e si chiama Allattamento Materno e Sostegno Empatico – Mammole. Si tratta di un gruppo chiuso in cui per accedere devi richiedere l’iscrizione, questo serve a tutelare te e le altre mamme che ne fanno parte.

Hai già terminato la tua esperienza con l’allattamento ma hai un’amica mamma-in-attesa, un babyshower a cui partecipare? A mio parere sarebbe un’ottima idea regalo!

Dello stesso autore sto leggendo il libro “Besame Mucho”, ne ho lette appena 20 pagine e mi piace tantissimo. Ne parlerò qui sul blog appena lo avrò terminato.

Vuoi maggiori informazioni sul corso pre-parto che ho seguito on-line? Ne parlerò in un post dedicato, nel frattempo ti lascio qui il link: http://www.mammole.it/corso-preparto-online-gratuito/

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