10 cose che devi sapere sui pannolini lavabili

Esattamente un anno fa, in questo periodo, mi avvicinavo al mondo dei pannolini lavabili. Ero andata ad un incontro sul portare in fascia, Chri aveva appena due mesi, e chiacchierando con la consulente del portare lei aveva ricordato quando il suo secondo figlio era appena nato e aveva queste gambine affusolate e magre che il pannolino newborn sembrava enorme. L’ultima volta che avevo sentito parlare dei pannolini lavabili era in mensa al lavoro, avevo ormai un bel pancione vistoso e chiacchieravo con alcuni colleghi di mamme “hippie” e scelte alternative (condividevo anche io frasi del tipo: “alcuni miei amici fanno cosleeping con loro figlio, sono dei pazzi!” Ah, come ero disinformata!). Ma richiamando alla memoria, prima di allora ne avevo sentito parlare ancora, ricordo di un’esperienza fallimentare di un’amica che aveva iniziato ad usarli ma aveva subito desistito, catalogando l’esperienza come “pura follia, complicarsi la vita, ma perché!”. Già… ma perché?

Dopo queste doverose premesse, chi mi conosce da un po’ lo sa: io sono il classico tipo di persona che “se non vedo non credo”, devo vivere le esperienze sulla mia pelle per farmi un’opinione assolutamente e interamente MIA. Credo alle opinioni altrui, ne traggo sempre preziosi consigli e ispirazione, ma resto sempre dell’idea che ogni esperienza è personale e che come la viviamo, in modo positivo o negativo, o se ci lascia indifferenti, e quindi come poi ne parliamo agli altri, dipenda molto dal proprio vissuto, dalle persone che ci circondano e da quanto lasciamo che influenzino la nostra vita, dal nostro atteggiamento ottimista ed energetico o, al contrario, pessimista e disfattista. I pannolini lavabili erano stati esperienza negativa per chi mi circondava, ma restavo nel dubbio che per me potesse andare diversamente. E se io invece me ne fossi innamorata? Potevo perdermi questa opportunità? Nel peggiore degli scenari avrei potuto almeno dire di averli provati, rivendere tutto e archiviare l’esperienza. Mio marito avrebbe potuto anche raccontare un giorno a nostro figlio “quella matta della mamma ha voluto provare i pannolini lavabili, non sai quante risate mi sono fatto a guardarla provare a infilarti e annodare quella cosa!”. Nella mia mente girava questa divertentissima scenetta di me che annodo e mi impiccio nel pannolino, che mi prendo in pieno una pipì mentre cerco di infilarglielo nel modo corretto (mamme di maschietti, sapete esattamente di cosa parlo!), con mio marito che esplode in una tenera ma grassa risata alle mie spalle.

Il nostro primo pannolino lavabile in assoluto! Un Rumparooz.

Essendo di natura una persona molto molto molto (sì, davvero molto!) curiosa, ho voluto dare a questi temutissimi pannolini lavabili una possibilità. Ma avevo un terrore pazzesco, neanche si potessero trasformare in mostri pronti a mordermi! Avevo paura di fare la stupidata del secolo, di essere criticata da tutti, mamma e suocera in prima linea, di essere presa per una mamma con la moda di tornare nell’800 a lavare i panni nel ruscello, tanto che prima di fare il primo investimento per fare una prova non ci ho dormito la notte per qualche giorno. Purtroppo sono fatta così, prima di prendere una decisione devo fare un elenco di pro e contro, valutarli bene, ripassare le voci di questo elenco più e più volte, devo informarmi, leggere, imparare. Mi butto solamente quando mi sento sicura, altrimenti sono sensi di colpa a non finire. Fortunatamente una mia amica mi è venuta in aiuto e mi ha dato la carica necessaria per compiere il salto!

E ora io questa energia la voglio trasmettere a te, futura o neomamma che sei stata incuriosita dall’argomento ma che non ha avuto il sostegno necessario per farti dire: sì, li provo!

Ho riassunto in 10 punti tutto quello che devi sapere sui pannolini lavabili per iniziare. Sono sicura che arrivata alla fine dell’elenco potresti anche decidere di provarli! Anche perché, nella peggiore delle ipotesi cosa potrebbe mai succedere? Gli usa e getta sono sempre lì, non scappano. Partiamo!

  1. Le tipologie. Non esiste un pannolino lavabile che vada bene per tutti, ne esistono di diverse tipologie. Cambiano le forme, i materiali, i modi in cui utilizzarli. Uno schema molto utile per iniziare a capirci qualcosa è questo che riporto qui sotto. Prenditi un attimo per guardarlo e poi prosegui con gli altri punti.

    chart-tipologie-sfondo
    Fonte: www.pannoliniconsapevoli.it
  2. Quello giusto. Non li devi comprare tutti! Prima di decidere quale o quali tipologie acquistare devi capire quale può essere quello più giusto per te. Quello giusto è quello che si cala perfettamente nelle tue abitudini giornaliere già consolidate e in quello che sarà il percorso del tuo bimbo. Ti farò alcune domande per farti capire cosa intendo: il bambino lo cambierai sempre tu o potrebbe capitare anche al tuo compagno, alla tua mamma, al nonno? O andrà al nido? Nel primo caso hai scelta libera, nel secondo caso potresti decidere di optare per una tipologia più semplice, come i pocket o gli aio con il velcro, che si infilano e chiudono come un pannolino usa e getta. Infatti per i pieghevoli serve un po’ di pratica. Ho visto papà mettere dei pieghevoli anche meglio della mamma ma non è per tutti e in caso siano altre persone a cambiare il bimbo non vogliamo fargli odiare i pannolini lavabili ma vogliamo che l’esperienza del cambio sia positiva, soprattutto per il bimbo che dopo un po’ si potrebbe spazientire! Mio marito per esempio è molto orgoglioso di sapergli infilare un pannolino lavabile e di fronte a un usa e getta è più in difficoltà. Hai un bimbo tranquillo o ti sembra di maneggiare un’anguilla con le mani insaponate? Anche in questo caso sarà questo a decidere verso quali tipologie orientarti, con l’anguilla vorrai concludere l’operazione velocemente, mentre se il bimbo è tranquillo puoi posizionare e annodare un ciripà (io posso testimoniare che si riesce a infilare un ciripà ad un’anguilla, ma tengo questa opzione per i casi di emergenza!). Hai l’asciugatrice? Potresti prendere in considerazione i fitted, che non la temono a differenza dei pannolini in PUL, e ti usciranno sempre morbidi come una nuvoletta e già pronti per essere indossati al di sotto di una cover. Per portarti il mio esempio: ho scelto principalmente pocket con i bottoncini nell’ottica di portare il bimbo al nido al mio rientro al lavoro, per avere una tipologia facile da indossare, versatile perché l’assorbenza è modulabile in base alle esigenze della crescita del bambino (avendo una tasca puoi davvero “farcirli” come preferisci) e che asciughi in fretta (separando gli inserti dai gusci spendo un po’ più tempo a stenderli ma si asciugano più velocemente. Il tempo per ricomporli poi non è tempo sprecato, diventa infatti un momento di gioco in cui Chri è pienamente coinvolto, lui ADORA svuotare la cesta del bucato! Ho anche qualche AIO, qualche fitted e cover, dei prefold in cotone che ora utilizzo come inserti nei pocket e un paio di ciripà che ho acquistato perché curiosa di provarli e che si sono rivelati utili durante l’estate per tenere il sederino del bimbo al fresco ed evitare irritazioni.
  3. I materiali. Cotone, microfibra, bambù, micropile, PUL. Qui si apre un mondo! In linea generale, per gli inserti si inizia con la microfibra. Assorbe in fretta la pipì e per i primi 3-4 mesi un unico inserto può essere sufficiente. Poi può essere abbinata a un inserto in cotone che trattiene (la microfibra se “spremuta” tende a rilasciare il liquido assorbito), in modo tale da non avere perdite in caso di pipì più abbondanti. Se ancora non basta si possono utilizzare booster in bambù, più sottili di un inserto standard ma super assorbenti. Ma queste sono linee generali, in realtà non c’è soluzione migliore di quella provata e riprovata in base alle esigenze del bambino di quel particolare momento, perché frequenze e quantità dei bisognini cambiano nel tempo. Uno dei momenti di più grande cambiamento per esempio corrisponde all’introduzione dell’alimentazione complementare. Le cover invece sono in PUL. E per dare al bimbo una sensazione di asciutto io abbino sempre un velino in micropile a contatto con la pelle (autoprodotto a un costo davvero irrisorio), che salva anche il pannolino nel caso si utilizzino creme per il cambio (le creme tendono a cerare il pannolino che poi non assorbe bene e per ripristinare la sua assorbenza iniziale bisogna sottoporli allo strippaggio, una procedura di lavaggio più potente, che si fa anche in preparazione al primo utilizzo).
  4. Il budget. Avrai sentito certamente che con i pannolini lavabili si risparmia. Ma quanto non ti è chiaro. Senza entrare nel dettaglio dei calcoli (se lo vorrai mandami scrivimi pure e avrò il piacere di approfondire l’argomento) il risparmio è mediamente pari ai 2/3 della spesa totale che sosterresti utilizzando i pannolini usa e getta. Ci sono diverse variabili che entrano in gioco, come per esempio la marca di pannolini usa e getta che usi, quando avverrà lo spannolinamento del tuo bimbo e quali tipologia e marca di lavabili sceglierai di acquistare. Ma puoi riuscire a risparmiare anche di più, (anche qui, se sei interessata fammelo sapere e potrei scrivere un altro post sul blog per dirti come fare!). Ce n’è davvero per tutte le tasche. Per darti un’idea ti posso dire che si trovano pannolini a 30€ come a 5€, dipende sempre da tipologia, marca e qualità dei materiali. Si stima anche che un pannolino possa durare fino a 3 figli, quindi se sei al primo figlio e hai intenzione di averne altri il tuo risparmio sarà ancora maggiore! Certo, magari qualche pannolino si sgualcirà e lo dovrai sostituire, ma non si parla di rifare un parco completo per ogni figlio.
  5. La quantità. Quanti te ne servono? Dunque, per iniziare anche solo uno. Io ho iniziato con tre, che alternavo agli usa e getta e pian piano, nell’arco di 3 mesi, ho completato il mio parco pannolini provando diverse marche e tipologie (l’ho già detto prima, sono curiosa). Con l’utilizzo esclusivo di pannolini lavabili te ne possono bastare 15-20, considerando 6-8 cambi al giorno, facendo una lavatrice a giorni alterni. Io ho scelto di acquistarne una trentina, in modo tale da essere più comoda facendo una lavatrice ogni due giorni e, nel caso non si asciughino in tempo, ne ho sempre qualcuno di scorta già pronto.
  6. Le lavatrici. A giorni alterni (un giorno sì e uno no) o al massimo ogni due giorni (ne salti due, lavatrice al terzo). Non di più per motivi igienici. Mediamente ogni carico può essere di 12-15 pannolini lavabili e il risparmio di acqua, energia, detersivo è massimizzato. Chiaro, ti devi sbattere un po’ a stendere e ritirare un paio di lavatrici in più a settimana, ma se penso ai benefici per il mio bambino e per l’ambiente e al risparmio economico lo faccio volentieri.
  7. Il detersivo. Ecologico. Non è obbligatorio ma te lo consiglio. Si tratta di lavare dei tessuti che vanno a contatto con la pelle sensibile del tuo bimbo, io sono passata al detersivo ecologico per tutta la famiglia, se ne usa davvero poco e non costa eccessivamente in confronto a un detersivo comune. L’ammorbidente invece è proprio vietato. Il concetto è lo stesso, non voglio che questi tessuti a contatto con la pelle del bimbo si carichino di sostante chimiche nocive, profumi, ecc. Io non lo usavo da anni comunque e ti assicuro che non è proprio necessario.
  8. Ma la cacca dove va? Ebbene sì, la cacca va sciacquata! Non è consigliabile lasciarla sul pannolino fino alla lavatrice successiva. Io la sciacquo velocemente con il doccino (quando sarà solida finirà direttamente nel water) e butto il pannolino in un cesto all’interno di una wet bag. Una wet bag è come un sacco per la biancheria sporca, fatto nello stesso materiale del pannolino, il PUL, che poi butterai a lavare insieme ai pannolini. Io ne ho prese due di un modello con cerniera sul fondo: quando la infilo in lavatrice, apro la cerniera sul fondo e lascio che i pannolini escano durante il lavaggio grazie al movimento della lavatrice, così non li devo maneggiare! E quando una è a lavare, riempio l’altra.
  9. Fuori casa. Fuori casa puoi sempre portarti un paio di usa e getta se sei più comoda e non hai con te la borsa di Mary Poppins. Oppure se te la senti puoi portarti una wet bag più piccola (solitamente riescono a starci 3-4 pannolini, io la uso soprattutto per portare il cambio giornaliero al nido ma anche quando usciamo nel fine settimana) o anche il rotolo di sacchettini igienici che utilizzi per il tuo amico Fido.
  10. Dove comprarli. Esistono negozi on line ma anche negozi fisici (più rari, ma ne stanno nascendo molti negli ultimi tempi). I negozi a cui io mi son affidata nel corso di quest’anno, tutti gentilissimi, disponibili a rispondere alle mie mille domande e veloci nelle spedizioni:

Esistono anche moltissime mamme sarte artigiane (le cosiddette WAHM – Working At Home Moms, come Ohmama!, Fiordivaniglia e LovelyCuddle) che confezionano pannolini lavabili e abbigliamento per bambini. Sul gruppo Facebook Pannolini Lavabili & Supporti Bebè potete trovare nomi, consigli e recensioni, e anche pannolini usati in ottime condizioni (ci sono mamme con parchi pannolini molto ampi che quindi li usano a larga rotazione e che quando spannolinano rivendono il loro parco pannolini, oppure mamme che non si sono trovate bene con una o l’altra marca e rivendono pochi pezzi solo provati una volta per il 20-25% in meno del costo del nuovo).
Infine, se il budget è molto limitato si possono acquistare anche i cosiddetti “cinesini” da Aliexpress, che non sono sempre dotati di materiali certificati o che non garantiscono la durata dei bottoncini a vita come altre marche americane fanno (e questi bottoncini li dovrete aprire e chiudere molte volte!). Per mia scelta ne ho preso solo uno, a tema natalizio.

Eccoci arrivati alla fine, per oggi spero di essere riuscita a chiarire alcuni dubbi, ti sarai resa conto che potrei parlare di pannolini lavabili per ore e in effetti per ogni punto potrei anche aprire un nuovo post! Ho davvero ancora mille cose da poterti raccontare, piccoli trucchi e consigli per la sopravvivenza quotidiana con i pannolini lavabili, spero che vorrai continuare a seguirmi!

Se qualcosa non ti è chiaro e hai domande scrivimi pure, sarò felice di rispondere!

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