Intervistamamma #5: Maria Teresa

Il mese di maggio è un mese davvero speciale per me. Per diverse ragioni a dire il vero. Innanzitutto è il mese del mio compleanno, e direi che questo basterebbe già a renderlo il mio mese preferito. Con questa appena trascorsa ho raggiunto quota 36 primavere, che traguardo! A 20 anni mi sarei data della vecchia (trentaseienni del mondo, non vogliatemene!) e invece ora, parecchi anni più tardi, sento che in fondo nulla è cambiato. Nel frattempo sono diventata donna, moglie, mamma, (forse) sono un po’ più saggia ma dentro di me mi sento sempre quella ragazza piena di sogni ed energia perennemente in jeans, t-shirt e sneakers (ecco perché mi sembra che nulla sia cambiato, il look è rimasto lo stesso!). A parte gli scherzi, che servono per sdrammatizzare il fatto che il tempo sta correndo via davvero troppo veloce, sento di avere imparato tanto in questi anni, di aver seguito un percorso di crescita personale che mi ha molto arricchita e che mi sta permettendo di diventare una donna sempre più completa e che mi piace ogni giorno di più, nonostante la strada da percorrere sia ancora lunga. Invidio un po’ chi ha ancora un due come prima cifra, ho ancora così tante cose da fare e da imparare mentre il tempo mi sembra sfuggire via come la sabbia tra le mani. Fortunatamente in questo periodo sono così concentrata a vivere la mia vita nel presente e a godere di ogni minuto che passa che non ho molto tempo per guardare cosa fanno gli altri e paragonarmi a loro, e questo è un altro grande e prezioso traguardo raggiunto.

Questo maggio è speciale anche perché, sempre che superi l’esame finale, potrò diventare peer supporter per l’allattamento al seno. Ho seguito un corso che mi è piaciuto davvero tantissimo e sto studiando per poter un giorno informare ed aiutare altre mamme in questo bellissimo percorso con i loro bambini. L’allattamento è diventato una parte importantissima della mia vita in questi ultimi due anni, prima non ne sapevo assolutamente nulla ma l’esperienza personale insieme alla rete di mamme che si è creata l’hanno fatto diventare parte integrante di questa nuova me e non vedo l’ora di poter dare il mio contributo.

Ma veniamo al punto, sarai curiosa di leggere l’intervistamamma di maggio, no?! Da quando ho iniziato questo appuntamento mensile, fin dalla prima intervistamamma che ho pubblicato, ho riempito il calendario editoriale tenendo riservato questo mese per una mamma speciale. La mia. Domenica è la festa della mamma e questo è un mio omaggio per lei. Potreste pensare che mi piace vincere facile, invece no. Questa per me è stata l’intervista più difficile di tutte. Quando le ho chiesto se le avrebbe fatto piacere essere mia ospite per l’intervistamamma di maggio qui sul blog, dopo avermi chiesto cosa fosse l’intervistamamma (ma la vostra mamma il vostro blog lo legge?! La mia a quanto pare no!! In effetti non ha molto chiaro nemmeno cosa sia un blog) mi ha subito detto di no, che non avrebbe voluto la leggessero altre persone e mi ha interrogato sul perché faccio qualcosa che non mi porta alcun guadagno economico. Ehm… ok. Poi un pochino l’ho convinta e anche se ho dovuto spremerla per tirare fuori quattro parole, cosa insolita perché è una gran chiacchierona, spero che alla fine le abbia fatto piacere! Buona lettura!

GMB: Mamma, puoi descriverti brevemente, per presentarti a chi legge il blog e non ti conosce?

Mamma: Mi chiamo Maria Teresa, ho 59 anni (ancora per poco) e tanti interessi. Sono casalinga ma mi piace tenermi impegnata. In questo momento sto frequentando l’università delle libere età, seguo un corso di inglese, uno di cucito e uno di ballo latino americano. E adoro il mio nipotino, non c’è niente di più prezioso al mondo!

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Un bel ritratto di nonna e nipotino!

GMB: Nel 2016 sei diventata nonna del tuo primo (e per ora unico) nipotino. Cosa significa essere nonna per te?

Mamma: Essere nonna è davvero bellissimo. Il mio nipotino ha un potere pazzesco, quando c’è lui rimango incantata e vado letteralmente in brodo di giuggiole.

GMB: Per ogni donna l’esperienza della maternità è un percorso del tutto personale, diverso e unico. Cosa ti ha insegnato diventare nonna?

Mamma: Diventare nonna mi ha insegnato ad avere ancora più pazienza, con il mio nipotino ma anche con mia figlia. Di tutto quello che faccio come nonna non ti va mai bene niente, ma il genitore sei tu e lo devo rispettare.

GMB: Quale donna ti ha ispirato di più nel tuo essere madre e soprattutto nonna, in questa nuova fase della tua vita?

Mamma: Mia madre, non c’è dubbio. Aveva un bellissimo carattere, sempre allegra e sorridente, cordiale con tutti. Si è sempre fatta in quattro per noi figlie, si occupava della casa, delle mucche, dell’orto e trovava comunque il tempo per cucire i nostri abiti. Ha cucito anche il tuo vestitino quando hai fatto da damigella al matrimonio della zia, avevi 5 anni ed eri un confettino rosa. Se oggi sei qui probabilmente è anche grazie a lei. Il giorno in cui sei nata, ero ormai alla 42ima settimana, il termine era scaduto 12 giorni prima ma i controlli dicevano che andava tutto bene. Ma quella mattina, io stavo lavando a mano i panni ed è stata lei a telefonarmi per dirmi di mollare tutto e di mandare tuo padre a prenderla, lei non aveva la patente, per poi andare di corsa in ospedale. Probabilmente sentiva che qualcosa poteva andare storto. E infatti tu eri tutta attorcigliata nel cordone ombelicale.

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Io e la mia mamma quasi 36 anni fa!

GMB: C’è un libro che consiglieresti alle mamme che stanno leggendo?

Mamma: Non leggo molto, casomai posso consigliare il libro di ricette della Clerici, o il libro Cuore che ho amato quando ero piccolina. Tu mi hai regalato un libro interessante, quello sui nonni. Quello che dice che i nonni non si devono intromettere nell’educazione dei nipotini perché quello è un ruolo che spetta ai genitori, mentre i nonni sono fatti per coccolarli! Ecco, quello è un libro che potrei consigliare alle mamme perché lo regalino ai loro genitori… se solo mi ricordassi il titolo…

Sono felice di essere riuscita a presentare un’intervistamamma anche questo mese. Per il libro che le avevo regalato, se ti è rimasta la curiosità, si intitola “Diventare nonni. Come creare un rapporto davvero speciale” di Miriam Stoppard. Facendo una ricerca approfondita sull’autrice ho scoperto di non condividere affatto la sua opinione su altri temi per me fondamentali (uno di questi è proprio l’allattamento a termine, di cui questa dottoressa non è grande fan), ma durante la gravidanza, quando la mia visione era ben diversa da quella odierna, lo avevo scelto tra molti altri senza prestare troppa attenzione, semplicemente mi aveva colpito il titolo e questa recensione su Amazon:

Cercavo un libro da regalare ai miei genitori e ai miei suoceri in occasione dell’arrivo della mia bimba con alcune indicazioni su come comportarsi nei confronti dell’educazione scelta dai genitori. Nonostante questo libro sia scritto da una nonna…. devo dire che ho ritrovato l’approccio che cercavo: i nonni non devono interferire nelle scelte educative dei loro figli ma assecondarle anche se non le condividono. I nonni hanno già avuto la loro opportunità di educare i figli e anche di sbagliare, ora tocca ai loro figli! E per il bene dei nipoti e dell’intera famiglia i nonni devono attenersi alle regole date dai genitori!

Mi piacerebbe approfondire e certamente avrò modo di farlo in futuro, ma per ora non ho termini di paragone per consigliare un libro o un autore piuttosto che un altro riguardo questo tema. Il mio unico consiglio a riguardo è quello di chiarire bene e il prima possibile, meglio ancora prima che il bambino nasca, cosa ci si aspetta dal rapporto tra nonni, genitori e figli, fissando dei paletti in maniera condivisa, trasparente e pacifica. In seguito si potranno fare degli aggiustamenti, o stravolgere anche completamente, ma solo condividendo apertamente le proprie aspettative sarà possibile creare un ambiente armonioso, fatto di rispetto e amore, nel quale crescere i propri figli. E poi, come tutte le cose, non è detto che basti a far funzionare un rapporto. Tuttavia, per me ciò che conta davvero è l’impegno che ci si mette, per essere sempre e comunque soddisfatti di quello che si fa, indipendentemente dal traguardo raggiunto (o meno). E tu, condividi questo mio modo di pensare oppure, secondo te, se lo scopo non viene raggiunto allora non è valsa la pena di spendere tante energie?

Spero di ritrovarti qui a Giugno per il prossimo appuntamento! In effetti ancora non so nemmeno io chi avrò come ospite o se ci sarà un’intervistamamma, in questo ultimo periodo ho avuto davvero poco tempo da dedicare al blog e ai social a causa della brutta gastroenterite da cui siamo stati colpiti, in particolare il piccolino di casa, e ho rivisto le mie priorità scoprendo che, in fondo, i social non mi sono mancati poi molto. Il tempo che richiede la gestione del blog e dei social (fatta il più seriamente possibile, o almeno provandoci), per me e per come sto vivendo la mia vita in questo momento è forse un po’ troppo e con queste belle giornate, al rientro dal lavoro, ne approfitto per stare il più possibile all’aperto con il mio dolcissimo Chri! Non arrabbiatevi!

Un abbraccio e alla prossima!
Alessandra

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