Intervistamamma #7: Salla di @unamammafinlandese

Questo mese ho voluto intervistare una mamma dolcissima, il cui profilo Instagram mi ha colpito particolarmente.

Recentemente un suo post ha innescato in me una riflessione profonda su quanto ultimamente mi sembri di notare una sorta di gara tra chi, pur avendo figli, riesce a condurre la propria vita il più possibile come prima… come se l’arrivo di un figlio non comportasse cambiamenti, nuovi ritmi, abitudini e rituali diversi da quelli del tempo in cui si era solo una coppia. Pare che sia sempre di più il bambino a doversi adattare ai ritmi esistenti e non che sia la neo-famiglia a dover trovare una sua nuova dimensione. Per me avere un figlio è significato assumermi la responsabilità della sua crescita, incluso il rispetto per i suoi tempi, per le sue esigenze e le sue preferenze. Questo ha comportato un bel cambiamento rispetto a prima, non ne ero affatto consapevole prima di diventare genitore, ma ora sono felice della mia scelta. Non li chiamerei nemmeno sacrifici perché quando compi una scelta con amore e impegno, finisce per fare tutto parte di questo viaggio insieme. Perciò ti invito a leggere il post di  @unamammafinlandese da cui è nata questa intervista e poi, se ti fa piacere, a proseguire per scoprire un po’ di più la sua visione di mamma estera che vive in Italia.

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I miei figli hanno sempre avuto ritmi molto regolari. Lei si addormenta verso le ore 20 e si sveglia verso le otto del mattino. Lui invece entro le 22 dorme e si sveglia tra le sette e le otto. E’ vero che per rispettare questi ritmi devo fare qualche sacrificio in piu’, non posso uscire a prendere un gelato a mezzanotte, come fanno tantissime famiglie italiane, ma secondo me non sono i bambini che si devono adattare ai ritmi dei genitori. Il sonno regolare e le ore giuste di sonno sono fondamentali per lo sviluppo equilibrato e sereno dei bambini, contribuiscono a tenere alla larga i problemi comportamentali e di sovrappeso. E poi… Quando i bambini dormono, noi genitori abbiamo anche qualche ora di pace ❤️

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Ovviamente tante persone possono pensare che io sia noiosa ”perché la sera non esco mai”, ma io non la vivo cosi. Dopo le nove di sera, quando i bambini dormono, ho un po’ di tempo solo per me e mi diverto tantissimo.

GMB: Raccontaci brevemente chi è @unamammafinlandese.

Sono Salla. Ho 31 anni e sono mamma di Sebastian (7 anni) e Aurora (5 mesi). Sono sposata con Luca, il mio grande amore romano e dopo 10 anni di vita in Finlandia, abbiamo deciso di fare una pausa e provare anche la vita italiana. In Finlandia siamo stati sempre molto impegnati al lavoro, quindi una piccola pausa ci vuole!

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Salla e la sua bellissima famiglia italo-finlandese!

GMB: Ti ho conosciuta grazie a Instagram. Recentemente hai postato una riflessione sul rispetto dei tempi dei bambini da parte di noi genitori, soprattutto riguardo le uscite serali, dicendo che a volte ti senti un alieno qui in Italia. Sono curiosissima (oltre che estremamente affascinata dai paesi del Nord Europa, confesso!) mi puoi raccontare quali differenze hai riscontrato finora tra il modello genitoriale italiano e quello finlandese?

Allora, in Finlandia praticamente tutti i bambini hanno i ritmi molto chiari e tutti i bambini vanno a letto presto. Da noi è molto raro vedere passeggini in giro dopo le nove di sera! In Italia invece è ammirevole come i bambini sono sempre benvenuti ovunque, ma secondo me tanti bambini qui li fanno adattare troppo alla vita degli adulti… E di conseguenza sono stanchi, e fanno un casino di capricci. In Finlandia ci insegnano che le routine e le ore di sonno sono fondamentali per la crescita dei bambini ed è vero: appena mi trovo in qualche situazione dove non posso mettere la bambina alle otto a letto, ci vogliono tre giorni per farle riprendere i ritmi.

Ho anche appena letto su uno studio che i bambini senza ritmi è come se vivessero un continuo fuso orario. In Italia vedo che tanti genitori si lamentano dei figli che non dormono mai, ma non so se queste persone hanno mai provato a dare i ritmi ai bambini… anche i miei figli, come tutti i neonati, all’inizio non sapevano distinguere giorno dalla notte, ma io glieli ho fatto capire. Per esempio la sera a casa mia si spengono un po’ le luci e si crea un ambiente tranquillo anche per far capire che è il momento delle ninne. Se la sera si va in giro in mezzo al casino, è un po’ difficile far capire a bambino che è ora di tranquillizzarsi e dormire.

Ovviamente tante persone possono pensare che io sia noiosa ”perché la sera non esco mai”, ma io non la vivo cosi. Dopo le nove di sera, quando i bambini dormono, ho un po’ di tempo solo per me e mi diverto tantissimo.

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GMB: Hai anche un canale su YouTube, cosa ti ha spinto ad aprirlo e a chi ti rivolgi? Hai delle Youtuber preferiti a cui ti ispiri? 

L’obiettivo del mio canale era quello di presentare solo il babybox finlandese, ma poi ho pensato che ci sono anche tante altre cose da raccontare sul modo di far crescere i bambini in Finlandia e ho cominciato a farne altri. Ho visto che questo tipo di contenuti ne esistono ancora pochi in lingua italiana e mi piace promuovere il mio paese agli Italiani. Purtroppo non ho tanto tempo di seguire tanto gli altri YouTuber, ma per esempio “MaCheDavvero” mi piace moltissimo!

GMB: La maternità è un’esperienza che cambia la vita di una donna, ma per ognuna di noi è un percorso diverso. Che percorso è stato il tuo? 

Sono diventata mamma per la prima volta a 23 anni quando è nato Sebastian. Mi sono sempre sentita pronta a fare la mamma, quindi non ho avvertito un cambiamento così forte. Nonostante ero diventata mamma, ho comunque continuato gli studi all’università e ho lavorato in pieno nella nostra azienda. Per me i figli sono sempre al primo posto, ma nello stesso tempo voglio essere me stessa e seguire le mie ambizioni. Forse i figli però mi hanno fatto diventare più efficace perché dopo tutte le attenzioni che dò a loro, non mi rimane molto tempo per fare altro.

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GMB: Sei una mamma bis, qual è la prima cosa che hai pensato quando hai scoperto di aspettare Aurora? C’è chi sostiene che più piccola sia la differenza di età tra i figli meglio sia, chi sostiene che servano almeno 4 anni tra uno e l’altro, qual è la tua opinione? 

Io ho sempre pensato di volere 4 figli, perché anche nella mia famiglia siamo quattro. Desideravo già da tanto tempo un altro figlio, ma non sembrava mai il momento giusto per farlo. Poi, quando ho visto il primo che ha iniziato scuola e si è staccato sempre di più, ho capito che era il momento giusto.

Sicuramente solo qualche anno di differenza aiuta la mamma, perché i bambini giocano insieme, ma questo anche non è mai al 100% sicuro. Siamo tutti diversi di carattere e non è detto che vadano d’accordo anche se sono fratelli.

GMB: Qual è la cosa più bella che la maternità ti ha insegnato?

Mi ha insegnato di dare senza aspettarmi niente in cambio.

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Che stupendo arcobaleno!

GMB: Quali donne ti hanno ispirato nella vita e nel tuo essere madre, e perché?

La mia mamma. Lei è una grande donna con le palle. Si è separata da mio padre quando io avevo solo un anno e ha cresciuto quattro figli da sola. Nello stesso tempo ha preso due lauree e ha sempre lavorato. Ha anche trovato sempre tempo per sé e per i suoi hobby e questo è ammirevole.

GMB: Pratichi il babywearing e sostieni l’allattamento al seno, argomenti a cui io tengo molto e che nel mio piccolo cerco di diffondere perché, prima di avere Chri, ero molto disinformata. Tu come ti sei avvicinata al babywearing? E hai sempre pensato che avresti voluto allattare al seno?

La mia sorella più grande ha avuto una bimba 5 anni prima di me, e lei con mia nipotina praticava il babywearing e allattava al seno. In un certo senso lei è stata un esempio per me, ma forse avrei scelto do fare cosi anche senza di lei perché sono amante delle cose naturali. Soprattutto l’allattamento al seno è un gesto talmente naturale che non potrei farne a meno.

GMB: Un’ultima cosa, ti chiedo di scegliere un libro che non può assolutamente mancare nella libreria delle mamme o future mamme che stanno leggendo queste righe. Uno solo! Quale sceglieresti e perché?

Qui io ci nominerei un libro di Jari Sinkkonen, uno psicologo importante finlandese, ma sicuramente i suoi libri non sono stati tradotti in Italiano. Lui è uno psicologo famoso e ha scritto molti libri sull’educazione dei bambini. Lui sostiene che dietro un problema comportamentale del bambino c’è sempre un motivo e va compreso. Una delle sue idee è per esempio quello di limitare più possibile il tempo passato davanti allo schermo, perché i bambini cosi non riescono ad  usare la loro immaginazione per giocare.

Qui si conclude questa #intervistamamma, ringrazio Salla per averci dedicato il suo tempo e averci raccontato un po’ di lei. Spero che anche questo appuntamento ti sia piaciuto e che anche tu non veda l’ora, come me, di leggere la prossima intervista! Non dimenticarti di lasciarmi un commento, qui o sulla pagina Facebook e se hai suggerimenti non esitare a scrivermi! Ti aspetto il primo mercoledì di ogni mese, il prossimo è il 5 Settembre (segui il blog oppure la pagina Facebook e attiva le notifiche su Instagram per non perdere nessun aggiornamento!), ho in serbo un’altrettanto fantastica intervista che non puoi proprio perdere.

Alla prossima!
Alessandra

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