Intervistamamma #8: Gaia di The Green Pantry

Benvenuta! Riprendo dopo un lungo stop le mie care #intervistamamma con un’ospite dolcissima che ha accettato di raccontarsi rispondendo alle mie domande. Mi è dispiaciuto essere così poco presente, ma semplicemente ogni tanto i ritmi della vita non ti permettono di fare tutto e devi lavorare per priorità. Cuki sta crescendo, il tempo e le attenzioni che ha richiesto in questi ultimi mesi hanno lasciato spazio per poco altro. E io sono stata ben felice di concedere tutte le energie a lui! Spero comunque che questo mio angolino nel web possa essere utile, nel suo piccolo, a qualche mamma là fuori che si sente persa, sopraffatta, per farla sentire meno sola. Anche senza un calendario editoriale e con il rischio di eclissare nuovamente.

La mamma che intervisto oggi è una fonte di ispirazione inesauribile, sia per una cucina più sana, che è il suo cuore, sia perché condivide in maniera davvero trasparente e alla mano la sua esperienza quotidiana di maternità. Io la adoro!

Ti consiglio di metterti comoda, prendere una bella tazza di caffè o un tè e ti auguro una buona lettura!

GMB: Raccontaci chi è Gaia The Green Pantry.

Innanzitutto ti ringrazio cara Alessandra per avermi chiesto di rispondere alle tue domande, trovo sia sempre un modo molto bello per potersi raccontare!

Sono Gaia, ho quasi 37 anni e fino a tre anni fa non avrei mai pensato di diventare mamma: ero così impegnata a lavorare nel mio (ex) laboratorio di pasticceria artigianale che le mie giornate trascorrevano fra farina, uova, burro e prodotti da confezionare. Un giorno ho scoperto che la mia vita sarebbe completamente cambiata perché sarebbe arrivato un regalo meraviglioso: il mio bimbo! Da quel momento ho capito che iniziava un nuovo capitolo nella mia vita, ho rallentato i miei ritmi e ho iniziato a informarmi su molti aspetti della gravidanza e della maternità che fino a quel momento non conoscevo, ho letto tantissimo e ho fatto tesoro di tutte le informazioni e poi ho capito che avrei dovuto solamente aspettare di conoscere il mio bimbo per sapere cosa avrei dovuto fare.

Dopo circa un anno dalla nascita di Tommy ho aperto anche The Green Pantry, il mio secondo blog (il primo risaliva al 2005), perché sentivo la voglia di condividere quello che stavo imparando un giorno dopo l’altro con altre donne e mamme che come me condividono uno stile di vita attento all’alimentazione e alle cure prossimali.

GMB: Ti ho conosciuta grazie a Instagram e a un’amica comune, Francy_mindfulmamma (con cui tra l’altro ho avuto l’onore di inaugurare questa rubrica, qui il link all’articolo). Dopo poco tempo che ti seguivo mi sono resa conto che oltre la superficie del food blog, The Green Pantry parlava anche della tua esperienza di maternità, di babywearing, di allattamento, di metodi educativi di stampo montessoriano, di vacanze sostenibili… mille sfumature di una donna che non si ferma mai, sempre in cerca di nuovi stimoli e avventure. Cosa ti ha spinta ad aprire il blog e da cosa trai ispirazione ogni giorno?

Il blog è nato con degli obiettivi precisi: nel mio passato ho scritto per otto lunghissimi anni solo ed esclusivamente ricette, ma ora non era più sufficiente.

Con The Green Pantry ho voluto sin dall’inizio creare un luogo virtuale che racchiudesse non solo il mio amore smisurato per la sana alimentazione e quindi ricette vegetariane e vegane, ma tutto ciò che stavo imparando grazie alla maternità: io non ne sapevo nulla di allattamento, co sleeping o bed sharing, babywearing e nemmeno di educazione montessoriana! Ho pensato che come me, potessero esserci moltissime altre mamme che arrivavano al momento della gravidanza altrettanto “impreparate” o al contrario con aspettative troppo grandi e con il timore che queste potessero essere deluse, così ho voluto inserire anche delle piccole rubriche dedicate al mondo del maternage e della puericultura in cui poter portare la mia esperienza un passo alla volta, condividendo anche i miei dubbi e cercando di portare piccoli esempi di vita pratica che potessero fornire spunti riflessivi a tutti coloro che capitano nel mio blog.

GMB: Partecipi e sei promotrice di molte iniziative, quelle che ho amato di più sono #incucinacolfornetto, #gelatiniiloveyou, #ilclubdelpanino, #montessoriincucinaconnoi, #giocarefuorifabene ma davvero queste sono solo alcune e mi scuso per non riuscire qui a citarle tutte! Sono curiosa, quali saranno le tue prossime avventure?

Ale, sei un mito te le ricordi tutte molto meglio di me! Instagram e il blog mi divertono, mi aiutano a creare rete e sinergie con tantissime persone che ho avuto la fortuna di poter conoscere proprio attraverso questi canali di comunicazione. Ho aperto il mio profilo IG nel paleolitico, il 2010, ma fino al 2017 lo usavo come contenitore di fotografie (pure brutte a essere onesta), poi ho capito le potenzialità vere di questo social e mi ci sono buttata a capofitto! Ho capito che un social andava usato con le dovute attenzioni, non aveva senso condividere ogni singolo momento della mia vita ma creare contenuti interessanti e che fossero in linea con la mia “filosofia” green e quindi a mano a mano che mi capitava di conoscere persone che poi sono diventate amiche ho pensato che potesse essere bello dare vita a piccole “rubriche” tematiche, che ci permettessero di condividere gli stessi contenuti mantenendo le rispettive peculiarità.

Le prossime avventure social sono dedicate sempre alla cucina con due nuovi appuntamenti: #loradellegume in cui, insieme ad altre bravissime igers (Stella, Alex, Francesca e Caterina) creiamo ricette che vedono protagonisti i legumi dando loro un’aria accattivante e golosa; e una sorpresa che partirà a Febbraio sempre con Alex dedicata ad un ingrediente che solitamente nessuno utilizza, ma non sveliamo troppo, altrimenti non è più sorpresa!

GMB: A volte le aspettative che abbiamo riguardo la maternità possono risultare molto diverse dal tipo di madri che diventiamo. È un aspetto che mi interessa molto perché io stessa mi sono allontanata anni luce dall’immagine di madre che avevo in mente mentre ancora accarezzavo il pancione e per me è stata una bellissima sorpresa. Che percorso è stato il tuo? Sentivi già che saresti stata una mamma ad alto contatto o lo hai scoperto strada facendo?

Forse nel mio caso il fatto di non avere aspettative mi ha davvero salvato la vita: come dicevo sopra non avrei mai pensato di diventare mamma! Ero troppo impegnata nel lavoro, e il mio era un lavoro che durava dal lunedì alla domenica no stop, non contavo nemmeno le ore che passavo nel mio laboratorio, a volte anche 15 o 18 in una giornata. Non avevo tempo di pensare di poter diventare mamma.

Poi ho scoperto quelle due lineette sul test di gravidanza, mi sono seduta e ho capito che la mia vita doveva necessariamente cambiare. Ho continuato a lavorare (troppo) fino a due giorni dal parto, quindi tutta la magia del pancione io purtroppo non la conosco, (spero di poterla vivere con una seconda gravidanza) e quindi sono arrivata al momento del parto e mi sono detta “ok ci siamo, inziamo da qui!” E così è stato.

Non sapevo nulla di “alto contatto” o “allattamento a termine”, mi ci sono ritrovata e mi sono messa in ascolto di Tommy, ho capito che portarlo in fascia era certamente comodo per me, ma fondamentale per lui e così ogni volta che dovevamo muoverci insieme, o semplicemente mi accorgevo che aveva bisogno di stare in braccio lo infilavo in fascia e stavamo bene entrambi.

Durante i primi mesi di vita di Tommy ho fatto una full immersion nei testi di Maria Montessori, che fino a quel momento per me era il volto che vedevo da bambina sulle banconote delle Mille Lire, e ho avuto una serie di illuminazioni: ho capito quale sarebbe stato il mio compito come mamma: la figura che avrebbe accompagnato Tommy nel suo percorso di crescita, dandogli gli strumenti per poter “fare da solo”.

GMB: Qual è la cosa più bella che la maternità ti ha insegnato?

La cosa più bella? Uscire dal ruolo di adulta e tornare bambina: io sono una persona tremendamente seria e molto testarda, grazie a Tommy ho scoperto un lato giocoso che tenevo nascosto da un sacco di tempo.

GMB: Quali donne ti hanno ispirato nella vita e nel tuo essere madre, e perché?

La mia nonna: lei c’era, sempre.

Sono cresciuta con lei e l’ho adorata alla follia! Non era una di quelle nonne tutta coccole e carezze, se mi doveva sgridare non ci pensava due volte, ma lei c’era. C’era con i suoi modi ogni tanto troppo risoluti, c’era quando mi leggeva le fiabe prima di addormentarmi la sera, c’era quando in estate mi faceva raccogliere la verdura con lei nel suo orto, o le uova nel pollaio; c’era quando ci raccontavamo un sacco di cose intanto che io facevo il bagno.

Lei è sempre stata la persona più importante che io abbia mai avuto accanto.

GMB: Sui social condividi molto di te stessa e della tua vita, ma c’è ancora qualche aspetto di te che non conosciamo e che hai voglia di rivelare?

E’ vero condivido molto, ma in realtà ci sono moltissimi aspetti che tengo ben stretti! Trovo che i social siano potenti e molto belli se utilizzati nella giusta misura, mi piace raccontare la nostra quotidianità come famiglia, il mio compagno ad esempio è “analogico” e non ama farsi vedere per cui rispetto la sua volontà e compare nei miei contenuti molto raramente, solo quando davvero ha voglia.

GMB: Un’ultima cosa, ti chiedo di scegliere un libro che non può assolutamente mancare nella libreria delle mamme o future mamme che stanno leggendo queste righe. Uno solo! Quale sceglieresti e perché?

Libertà e Amore” L’approccio montessoriano per un’educazione secondo natura. Di Elena Balsamo

E’ un libro che io vorrei che leggessero tutte le future mamme, e soprattutto i futuri papà e i nonni: insomma tutte quelle persone che graviteranno in maniera importante intorno ai bimbi nel loro percorso emotivo e di crescita.

Il perché l’ho scelto? Perché come riporta il testo:

quello montessoriano non è solo un metodo educativo, è molto di più: è un modo di guardare il mondo e le creature che lo abitano con gentilezza e amore, nella consapevolezza che siamo tutti parte della stessa grande ragnatela.

Ringrazio Gaia per aver accettato di rispondere alle mie domande e avermi raccontato un po’ di lei, trovo sempre molto bello riuscire ad approfondire la conoscenza delle ragazze che seguo su Instagram, andare un po’ oltre la superficie di una piattaforma social che ha ritmi veloci per definizione, un cuoricino (o “like”) sotto la foto, una letta veloce alla didascalia quando hai un momento di tempo in più, e via. Ma dietro un profilo ci sono persone vere, disponibili e trasparenti come Gaia. E questo mi piace.

Alessandra

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